Segreti di cottura

Un buon ragù per gli agnolotti

Tutti i consigli per un risultato perfetto

Per questo il ragù ideale non deve essere troppo “pomodoroso” o aggressivo.
Deve essere delicato, rotondo e cotto lentamente.

Da dove partiamo

Per il soffritto usiamo olio oppure burro, poi sedano, carota e cipolla.
C’è anche chi aggiunge un po’ di aglio: qui ognuno può trovare il suo equilibrio.

Dopo il soffritto aggiungiamo la carne tritata e la lasciamo rosolare molto bene.
Questa è probabilmente la fase più importante.

Quando la carne prende colore avviene la reazione di Maillard, quella che dà al ragù un sapore più profondo e rotondo.

Per questo non bisogna avere fretta.

Sale e pepe li aggiungiamo solo dopo la rosolatura, insieme a salvia e rosmarino.

Pomodoro sì o no?

Per noi il pomodoro deve esserci appena.
Troppo pomodoro, soprattutto in un ragù cotto poco, tende a prevalere sull’agnolotto invece di valorizzarlo.

Per questo ne mettiamo poco.
In alternativa si può aggiungere anche un po’ di latte, che aiuta a rendere il ragù più delicato.
Prima però si può fare una sfumata con vino bianco.
È facoltativa, ma se lo usate bisogna lasciare evaporare bene l’alcol.

Poi si aggiunge un po’ di acqua e si lascia cuocere lentamente.
La cottura lenta è la chiave.
Il ragù deve sobbollire piano, senza coperchio, per almeno 4 ore.
Secondo noi il risultato migliore arriva dopo 5-6 ore.

Se durante la cottura diventa troppo denso basta aggiungere un po’ di acqua.

La cosa importante è non avere fretta: più il ragù cuoce lentamente, più diventa equilibrato e armonioso.

Il consiglio più pratico

Visto che richiede tanto tempo, il consiglio è di prepararne un po’ di più e congelarlo in piccole porzioni.
Così avrete sempre un buon ragù pronto all’occorrenza.

E se invece non avete tempo di prepararlo?

Con un buon agnolotto di carne basta anche del burro appena sciolto.
Quando il ripieno è fatto bene, non serve nasconderlo.

Per chi invece vuole la comodità di un ragù già pronto, il nostro lo trovate direttamente in negozio, preparato da noi con la stessa idea: lunga cottura, poco pomodoro e un gusto delicato pensato apposta per accompagnare gli agnolotti senza coprirli.